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Domande frequenti sui tubi in cartone
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Che differenza c’è tra tubo, anima e mandrino in cartone?
È lo stesso oggetto chiamato in tre modi. "Tubo" è il termine generale; "anima" si usa quando il tubo sta al centro di una bobina; "mandrino" è il nome tecnico dell’anima su cui si avvolge il materiale. In inglese si dice core, in francese mandrin, in tedesco Hülse. Approfondisci →
Tubo spiralato o parallelo: quando scegliere l’uno o l’altro?
Lo spiralato avvolge le strisce di cartone a elica ed è il più diffuso: si produce in continuo, in qualsiasi lunghezza. Il parallelo (convoluto) avvolge il cartone in strati concentrici: è più rigido a flessione e ha superfici più lisce, ma costa di più ed è limitato in lunghezza. Per bobine di film e carta lo spiralato è lo standard. Approfondisci →
Come scelgo lo spessore di parete giusto?
Si parte dalla resistenza che serve, non dallo spessore. Per i film conta la resistenza radiale, cioè quanto il tubo regge la stretta della bobina; per bobine pesanti contano lo schiacciamento piatto e la flessione. Il calcolatore "Quanta parete serve davvero" del ROLL Lab dà lo spessore minimo per un obiettivo di resistenza. Approfondisci →
Quali dati devo dare al fornitore per ordinare un tubo in cartone?
Sette dati: diametro interno con tolleranza, spessore di parete (o diametro esterno), lunghezza con tolleranza, resistenza minima con il metodo di prova (flat crush ISO 11093-9, radial crush CCTI T-158 o T-159), umidità massima alla consegna, finitura dei bordi e della superficie, imballo. Senza il metodo di prova, un numero di resistenza non è confrontabile. Approfondisci →
Tubo da 3 pollici o da 6 pollici: cosa cambia?
Il 3" (76 mm di diametro interno) è lo standard per film, nastri e molte carte; il 6" (152 mm) per bobine grandi e pesanti, macchine ad alta velocità e carta. A parità di parete un 6" ha una resistenza radiale più bassa di un 3", perché il diametro è doppio: va dimensionato con più parete o cartone più forte. Approfondisci →
Si possono riutilizzare i tubi in cartone?
Sì, se tornano integri, asciutti e senza schiacciamenti del diametro interno. Nella pratica il cartone si usa una volta e poi si ricicla; i tubi in plastica, secondo l’esperienza raccolta dal ROLL Lab, arrivano a 3–35 cicli a seconda del materiale. Approfondisci →
Perché un tubo "uguale" comprato da un altro fornitore si rompe?
Perché "uguale" spesso vuol dire solo stesso diametro e stesso flat crush. Due tubi con lo stesso flat crush possono avere resistenze radiali molto diverse, e contano anche l’umidità alla consegna e l’età del tubo. Un confronto ha senso solo a parità di metodo di prova, umidità ed età. Approfondisci →
Resistenza
Cos’è il flat crush di un tubo in cartone?
È la resistenza allo schiacciamento piatto: un provino lungo 100 mm si schiaccia fra due piastre parallele fino al primo cedimento. La norma è la ISO 11093-9 (in Italia anche UNI 10328-7, negli USA CCTI T-108). Il risultato si esprime in kN/m oppure in N/100 mm. Approfondisci →
Che differenza c’è tra flat crush e radial crush?
Il flat crush schiaccia il tubo fra due piastre, su una linea. Il radial crush lo stringe con una pressione uniforme su tutta la superficie, come fa un film avvolto, e si misura in bar (metodi CCTI T-158 con sfere d’acciaio e T-159 con camera d’aria). I due valori sono poco correlati: per le bobine di film conta il radiale. Approfondisci →
Cos’è la rigidezza del diametro interno?
È quanti bar servono per far rientrare il diametro interno di 0,1 mm. Non è una rottura ma una rigidezza, ed è il parametro che decide se la bobina si sfila dall’albero. È anche quello che l’umidità degrada di più: circa −12% per ogni punto di umidità in più, secondo i dati del ROLL Lab. Approfondisci →
Come si convertono N/100 mm, kN/m e lbf/in?
100 N/100 mm = 1 kN/m = 1 N/mm. 1 lbf/in = 175,1 N/m = 17,5 N/100 mm. Quindi 1.500 N/100 mm = 15 kN/m ≈ 85,7 lbf/in. Il convertitore del ROLL Lab fa tutte le conversioni. Approfondisci →
Quanta pressione fa una bobina di film sul mandrino?
In pratica da circa 5 a oltre 100 bar. Dipende da tensione di avvolgimento, spessore e tipo di film, numero di spire, rullo di contatto e tempo. Il film, ritirandosi dopo l’avvolgimento, continua a stringere: per i film cast il cedimento arriva tipicamente entro 72 ore, per i blown fra 7 e 14 giorni. Approfondisci →
Cosa influenza la resistenza di un tubo in cartone?
Spessore di parete, qualità del cartone, diametro, umidità, larghezza della striscia e angolo di avvolgimento, tipo di colla (silicato o destrina), età del tubo. L’umidità è la leva più potente ed è l’unica che continua a cambiare dopo la consegna. Approfondisci →
Perché la stessa norma dà numeri diversi per carta e plastica?
Per la carta (ISO 11093-9) si misura la forza al primo cedimento, cioè il picco. La plastica non ha un picco: si ovalizza e continua a resistere, quindi si misura la forza a una deformazione data, il 3% del diametro (ISO 9969). Sulla plastica il carico massimo è circa 2,2 volte la resistenza al 3%. Approfondisci →
Il flat crush basta in una specifica?
No, se il tubo va sotto una bobina di film. Il flat crush reagisce poco alle variabili che contano per il radiale: su umidità e costruzione del tubo si muove da 3 a 25 volte meno della rigidezza del diametro interno. Una specifica utile indica anche il radial crush minimo in bar e dichiara il metodo. Approfondisci →
Umidità
Quanta umidità deve avere un tubo in cartone?
Di solito fra il 6% e l’8%. Sotto il 4–5% la carta diventa fragile, perché i legami fra le fibre hanno bisogno di un po’ d’acqua; sopra il 9–10% la resistenza cala in fretta. Conta più l’umidità del magazzino del cliente che quella di produzione: il tubo si mette in equilibrio con l’aria in alcuni giorni. Approfondisci →
Quanto perde un tubo in cartone se prende umidità?
Secondo i dati del ROLL Lab su un 3" con parete 13 mm, un punto di umidità in più (dal 7% all’8%) costa circa il 3,6% di flat crush, il 7,1% di radial crush e il 12,3% di rigidezza del diametro interno. Il calcolatore "Il tubo che suda" mostra l’effetto per la tua umidità. Approfondisci →
I tubi in cartone sono impermeabili?
No. Il cartone è igroscopico: assorbe e cede acqua finché è in equilibrio con l’aria. Esistono trattamenti e carte esterne idrorepellenti che rallentano l’assorbimento, ma non lo fermano. Per ambienti bagnati si valuta un tubo in plastica. Approfondisci →
Come si conservano i tubi in cartone in magazzino?
Al riparo, sollevati da terra, idealmente fra il 30% e il 50% di umidità relativa, con rotazione delle scorte. Evitare lunghe giacenze sopra il 55% di umidità e i passaggi da ambienti caldi a freddi con il tubo avvolto nel film, che possono creare condensa. Approfondisci →
Perché d’inverno i mandrini "ballano" e d’estate si schiacciano?
D’inverno l’aria esterna fredda, scaldata dentro, ha umidità relativa bassa: il tubo cede acqua e si ritira, e si sfila dalla bobina. D’estate l’aria calda e umida fa assorbire acqua al tubo, che perde resistenza radiale: il diametro interno si chiude e la bobina resta bloccata sull’albero. Approfondisci →
Come si misura l’umidità di un tubo in cartone?
In forno a 105 ± 2 °C fino a peso costante (ISO 11093-3, UNI 10328-4): u = (peso umido − peso secco) / peso umido × 100. Servono circa 7 ore ogni 4 mm di parete. Gli igrometri portatili danno solo una tendenza, non un valore da specifica. Approfondisci →
Il viaggio in container verso paesi umidi rovina i tubi?
Può farlo, se il viaggio è lungo e il container passa da caldo a freddo: l’umidità si condensa sulle pareti e i tubi assorbono acqua. Imballo con film, sacchetti essiccanti e partenza con tubi asciutti riducono il rischio; all’arrivo conviene misurare l’umidità prima dell’uso. Approfondisci →
Misure e tolleranze
Quali sono i diametri interni standard dei tubi in cartone?
La ISO 13542 indica 10, 12, 18, 25, 30, 40, 50, 60, 70, 76, 100, 120, 150, 200, 250, 300 e 400 mm. Nella pratica i più usati sono 76 mm (3") e 152 mm (6"), che la norma tratta come 76 e 150. Approfondisci →
Che tolleranza ha il diametro interno?
Per la ISO 13542 la tolleranza è solo in più: +0,5 mm fino a 60 mm, +1,0 a 70, +1,2 a 76, +1,4 a 100, +1,6 a 120 e 150, +2,0 a 200, fino a +3,0 a 300 e 400. La differenza fra due diametri perpendicolari non deve superare 0,5 mm sotto i 70 mm e 1,5 mm da 70 in su. Approfondisci →
Come si misura il diametro interno di un tubo?
Con un calibro a tre punti o un tampone passa/non passa, facendo la media di due letture ruotate di 60°. La norma di riferimento è la ISO 11093-4. Una sola lettura con il calibro a corsoio sottostima l’ovalità. Approfondisci →
Come si calcola il diametro esterno?
Diametro esterno = diametro interno + 2 × spessore di parete. Esempio: 76,5 + 2 × 7,5 = 91,5 mm. Approfondisci →
Quanto pesa un metro di tubo in cartone?
Peso al metro = π/4 × (De² − Di²) × densità. Con densità 800 kg/m³, un 76,5 × 7,5 mm pesa circa 1,58 kg/m. Il calcolatore "Quanto pesa il tuo tubo?" fa il conto per ogni misura. Approfondisci →
Quanti tubi stanno su un bancale o in un camion?
Dipende dal diametro esterno, che è il dato che occupa lo spazio. I tubi si sistemano a file sfalsate: il passo fra due file è 0,866 × il diametro, non il diametro intero. Nei container comanda la porta (circa 2.200 mm), non il tetto. Il calcolatore "Quanti tubi nel camion?" prova tutte le combinazioni. Approfondisci →
Norme
Cos’è la ISO 11093 e quali parti ha?
È la serie di norme sulle prove dei tubi in carta e cartone: 1 campionamento, 2 condizionamento, 3 umidità in forno, 4 misura delle dimensioni, 5 rotazione concentrica, 6 resistenza a flessione, 7 modulo a flessione, 8 frequenza naturale, 9 schiacciamento piatto. Approfondisci →
Come funziona la prova ISO 11093-9?
Si taglia un provino di 100 mm (300 mm sopra i 300 mm di diametro interno) ad almeno 100 mm dalle estremità, lo si condiziona e lo si schiaccia fra piastre parallele a 50–65 mm/min fino al primo massimo. Risultato: X = forza in N × 10 / 1000, in kN/m. Approfondisci →
Cos’è il metodo CCTI T-108?
È il metodo americano del Composite Can and Tube Institute per lo schiacciamento piatto, equivalente nella sostanza alla ISO 11093-9. Il CCTI pubblica anche i metodi T-158 e T-159 per il radial crush. Approfondisci →
Le prove sui tubi sono le stesse del cartone ondulato?
No. FCT, ECT e BCT (ISO 3035, 3037, 12048) riguardano il cartone ondulato e le scatole. I tubi avvolti si provano con la serie ISO 11093 e con i metodi CCTI. Confonderli è un errore frequente anche nei risultati di ricerca. Approfondisci →
Serve un certificato per tubi a contatto con alimenti o farmaci?
Se il tubo è a contatto diretto o indiretto con alimenti si chiede una dichiarazione di conformità per i materiali a contatto con alimenti (Regolamento CE 1935/2004 e buone pratiche di fabbricazione). Il rischio da considerare sono le sostanze non aggiunte intenzionalmente (NIAS), più probabili con materiali riciclati. Approfondisci →
Applicazioni
Quale tubo per il film estensibile?
Per i rotoli manuali bastano tubi leggeri da 50–76 mm; per i rotoli da macchina e i jumbo si usa il 3" con resistenza radiale verificata, perché il film si ritira e stringe per giorni. Il Duello radiale del ROLL Lab confronta la pressione della bobina con la resistenza del mandrino. Approfondisci →
Quale tubo per la carta e il tissue?
Bobine pesanti e larghe chiedono pareti spesse, buona rigidezza a flessione e, ad alta velocità, attenzione alla velocità critica (vibrazioni). Si usano 3" e 6" con pareti da 10 a 15 mm e oltre. Approfondisci →
Quale tubo per nastri adesivi ed etichette?
Diametri interni piccoli (25, 40, 76 mm), pareti sottili e soprattutto taglio pulito senza polvere né sbavature, perché l’anima si taglia insieme al rotolo. Approfondisci →
Come funzionano i casseri in cartone per pilastri?
Sono tubi di grande diametro (da circa 150 a oltre 1.000 mm) con interno trattato, che si riempiono di calcestruzzo e si strappano dopo la presa. Sono a perdere e danno pilastri tondi senza giunti. Approfondisci →
Riciclo e PPWR
I tubi in cartone sono riciclabili?
Sì: sono carta e si riciclano nella filiera della carta, spesso anche con colle e residui di carta esterna. Molti tubi sono già fatti in gran parte di fibra riciclata. Il limite è il materiale rimasto sopra a fine bobina: va tolto prima. Approfondisci →
Il regolamento PPWR riguarda i tubi in cartone?
Sì. Il regolamento UE 2025/40 sugli imballaggi (PPWR) si applica dal 12 agosto 2026. Tra gli esempi di imballaggio dell’allegato I ci sono rotoli, tubi e cilindri su cui si avvolge materiale flessibile, salvo quelli che fanno parte di un macchinario di produzione. Chi usa i tubi chiederà al fornitore la dichiarazione di conformità e i dati di riciclabilità. Approfondisci →
Qual è il codice EER delle anime in cartone usate?
15 01 01, imballaggi in carta e cartone, se sono pulite. Le anime in plastica pulite sono 15 01 02. Con il film ancora sopra il rifiuto diventa di solito 15 01 06, imballaggi in materiali misti, più costoso da smaltire. Approfondisci →
Le anime in cartone con il film sopra vanno nella carta?
No: in cartiera il film diventa uno scarto da smaltire e abbassa il valore del cartone. Prima si separa il film dal tubo, poi il tubo va nella carta e il film nel riciclo della plastica. Approfondisci →
Un’azienda può dare le anime usate al servizio comunale?
No, in Italia gli imballaggi terziari non si conferiscono al servizio pubblico (D.Lgs. 152/2006, art. 226): si affidano a un gestore autorizzato, a una piattaforma convenzionata con i consorzi o a un sistema di ritiro del fornitore. Approfondisci →
Il PVC delle anime è riciclabile?
Sì, ma va raccolto separato e mandato a riciclatori di PVC: mescolato con PP o PE li contamina: alle loro temperature di lavorazione degrada e libera acido cloridrico. Si separa per densità (affonda in acqua), ma bastano pochi frammenti per rovinare un lotto. In Europa la rete dedicata è Recovinyl. Approfondisci →
Quanto si ricicla in Europa la carta rispetto alla plastica?
Nel 2024 l’UE ha riciclato l’85,3% degli imballaggi in carta e cartone e il 42,4% di quelli in plastica (Eurostat, valori stimati). In Italia 92,2% e 50,1%. Approfondisci →
Cosa chiede il PPWR sulla riciclabilità delle anime?
Dal 2030 ogni imballaggio deve essere progettato per il riciclo e rientrare in una classe A (≥ 95%), B (≥ 80%) o C (≥ 70%); dal 2038 la classe C non basta più. Dal 2035 deve anche essere riciclato su scala. Approfondisci →
Prezzi
Cosa fa variare il prezzo di un tubo in cartone?
Il peso della carta (diametro e parete), la qualità del cartone, la lunghezza e le tolleranze di taglio, le finiture, le quantità, l’imballo e il trasporto. Il tubo si vende di solito al pezzo o al metro, ma il suo costo segue i kg di carta. Approfondisci →
Carta o plastica
Tubi in plastica o in cartone: quando conviene la plastica?
Quando il tubo torna indietro e si riusa molte volte, in ambienti umidi o in camera bianca, o quando serve un carico massimo alto. Il cartone vince su peso, costo a perdere e riciclabilità. Il calcolatore "Carta o plastica?" fa i conti per uso. Approfondisci →
Quante volte si può riutilizzare un’anima in plastica?
Dipende dal materiale e dalla cura nel ritorno. Il caso europeo più documentato che abbiamo trovato arriva fino a 50 riusi in prova; l’esperienza d’uso raccolta dal ROLL Lab indica minimi da oltre 3 cicli (PE-HD) a oltre 35 (PVC vergine). Per le dichiarazioni di «centinaia di riusi» non abbiamo trovato dati di prova pubblici. Approfondisci →
Quanto costa un’anima in plastica rispetto al cartone?
Nei casi pubblicati circa 3–4 volte un’anima in cartone della stessa misura. Conviene solo se torna e si riusa: con un ritorno al 20% del prezzo del cartone, il pareggio arriva intorno ai 5 usi reali. Approfondisci →
Quale plastica scegliere: PVC, PP, PE-HD o ABS?
Il PVC rigido è il più diffuso e resiste bene a umidità e agenti chimici, ma soffre il calore. Il PP è leggero e sopporta temperature più alte. Il PE-HD è tenace anche al freddo. L’ABS dà alta precisione. Si sceglie in base a temperatura, igiene, riusi e taglio. Approfondisci →
Le anime in plastica sono adatte al contatto con alimenti?
Esistono anime in PP dichiarate conformi al Reg. (UE) 10/2011. Di solito però l’anima tocca il film, non l’alimento: la conformità si valuta caso per caso con la dichiarazione del fornitore. La plastica riciclata da post-consumo, soprattutto il PVC, di norma non è adatta. Approfondisci →
Le anime in plastica resistono all’umidità e allo stoccaggio all’aperto?
Sì: non assorbono acqua, non si gonfiano e non perdono resistenza con l’umidità. Il loro punto debole è il calore: a 50 °C il PVC perde il 20–30% di resistenza, secondo le stime del ROLL Lab, e alcune plastiche riciclate al sole si incurvano. Approfondisci →
Un’anima in plastica è un imballaggio per CONAI?
Di norma sì. Per la circolare CONAI su tubi e rotoli (2013) non è imballaggio solo il tubo che fa parte del macchinario e non presenta il prodotto. Il tubo con un semilavorato usato solo in lavorazione è imballaggio ma escluso dal contributo; il tubo che arriva all’utilizzatore finale, come quello del film estensibile, è soggetto al contributo. Approfondisci →
Dal 2030 le anime in plastica dovranno contenere plastica riciclata?
Sì, se sono imballaggio: per gli «altri imballaggi in plastica» il PPWR chiede il 35% di riciclato da post-consumo dal 2030 e il 65% dal 2040, come media per stabilimento e anno (art. 7). Lo scarto industriale riciclato non conta. Approfondisci →
Le anime rientrano negli obiettivi di riuso del PPWR?
No: l’art. 29 fissa obiettivi di riuso per pallet, casse, cassette, fusti e altri formati elencati, ma le anime non ci sono. Oggi il loro riuso è volontario. Se un’anima è dichiarata riutilizzabile, dal 2029 servirà un’etichetta con QR code. Approfondisci →
Taglio
Meglio la sega o la lama per tagliare le anime in cartone?
Dipende da parete e pulizia. La lama a pressione non fa polvere né trucioli e non perde materiale: è la scelta più diffusa sul cartone, di solito fino a 20 mm di parete (25 mm su alcune macchine). La sega taglia qualsiasi spessore e non schiaccia il tubo, ma fa polvere, perde 1–3 mm a taglio e lascia sbavature interne da togliere. Approfondisci →
Perché il taglio schiaccia o sfibra l’anima?
Di solito per una lama consumata, un avanzamento troppo veloce o un mandrino di supporto più piccolo del diametro interno. Il cartone si comprime e forma un labbro verso l’interno o si delamina. Lama affilata, mandrino della misura giusta e avanzamento moderato risolvono quasi sempre. Approfondisci →
Che tolleranza di lunghezza si ottiene con un tagliatubi?
I costruttori dichiarano da ±0,1 a ±0,5 mm sulle macchine automatiche. Sulle manuali la precisione dipende dall’operatore, in pratica ±0,5–1 mm. Chiedere tolleranze più strette del necessario fa salire il costo senza benefici. Approfondisci →
Le sbavature interne creano problemi sugli alberi espansibili?
Sì: le sbavature lasciate dalla sega all’interno possono impigliarsi negli espansori o nei coni dell’albero e sporcare il materiale avvolto. Dopo il taglio a sega serve una sbavatura; la lama e il tornio ne lasciano molte meno. Approfondisci →
Lo stesso tagliatubi taglia cartone e plastica?
Molte macchine sì, con lo stesso utensile o con un cambio rapido. Sulla plastica i costruttori indicano pareti massime più basse (circa 11 mm contro 15–20 mm del cartone). PP e PE si tagliano meglio al tornio, il PVC rigido con la sega. Approfondisci →
Si possono ritagliare e riutilizzare le anime usate?
Sì, se il diametro interno è ancora in tolleranza, il tubo non è schiacciato né delaminato e il materiale residuo è stato tolto. Si tagliano le estremità danneggiate e si porta il tubo alla nuova lunghezza. Prima di rimetterlo sotto bobine pesanti va riqualificato. Approfondisci →
Il taglio laser va bene per i tubi in cartone?
Solo per tubi sottili e piccoli lotti, come i tubi per imballo o cosmetica: il bordo esce bruciato e si producono fumi. Per le anime industriali a parete spessa si usano lama, sega o tornio. Approfondisci →
Quali norme di sicurezza deve rispettare un tagliatubi?
In fase di progetto la EN ISO 12100 per la valutazione dei rischi e la direttiva macchine 2006/42/CE, sostituita dal Regolamento (UE) 2023/1230 dal 20 gennaio 2027. Servono ripari interbloccati, arresto di emergenza e aspirazione delle polveri; in Italia l’uso ricade nel D.Lgs. 81/2008. Approfondisci →